Tessera del tifoso: E’ la fine di un era?

Sembra che per i tifosi italiani sia iniziata una nuova era. In data 04/08/17, il CONI, la FIGC e le leghe calcistiche professionistiche hanno siglato un protocollo di intesa il cui obiettivo è quello di riportare le famiglie negli stadi in modo da fronteggiare il calo degli accessi negli impianti sportivi calcistici italiani degli ultimi anni, soprattutto in trasferta. Il nuovo protocollo andrà a sostituire la normativa vigente dal lontano 2011, quel programma “Tessera del Tifoso”, voluto dall’allora ministro dell’interno Roberto Maroni per fronteggiare il dilagante fenomeno della violenza negli stadi ed osteggiato da gran parte delle tifoserie italiane. Nella vecchia normativa, la sottoscrizione della tessera rappresenteva un passo chiave sia per sottoscrivere gli abbonamenti per le partite casalinghe ma soprattutto per recarsi nelle partite in trasferta della propria squadra. L’attivazione del nuovo protocollo d’intesa sarà su una base triennale e sarà step by step, vigilando chiaramente su possibili criticità riguardanti la violenza negli stadi. Ciò responsabilizzerà un pò di più le società sportive e permetterà ai tifosi di potere tornare a popolare gli stadi con maggiore facilità e sicurezza.

Tra le novità per i tifosi si sottolinea l’evoluzione della tessera del tifoso in una fidelity card con obiettivi prettamente di marketing per le società sportive; la biglietteria dello stadio potrà rimanere aperta fino a pochi minuti prima della partita; inoltre vi sarà il ritorno negli stadi di tamburi e megafoni, il che andrà a valorizzare lo spettacolo sugli spalti che i tifosi potranno offrire nel pre-partita e durante il match. Come si legge sul sito de “Il Fatto Quotidiano”, Il ministro dell’Interno Minniti ha posto l’accento sulla sicurezza e sull’adeguamento degli stadi perché “in una bomboniera i tifosi riescono meglio a sostenere la propria squadra e i giocatori, ed è evidente che indipendentemente da quanto questa sia grande si riesce ad esprimere meglio le proprie qualità professionali e morali”. Proprio quest’ultima dichiarazione rappresenta un valore importante, in quanto va a sottolineare il ruolo di un sano e civile tifo anche sulla prestazione dei giocatori in campo (in pratica il ruolo del “dodicesimo uomo”).
Quello che che rimarrà uguale sarà il ruolo dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive il quale, in presenza di partite ad alto rischio, potrà comunque limitare l’acquisto dei tagliandi secondo i soliti criteri utilizzati in questi ultimi anni. Questo perchè il fenomeno della violenza negli stadi è lungi dall’essere debellato e quindi certe partite vanno comunque attenzionate con un occhio di riguardo.

Quello che si può affermare con certezza è che questo rappresentare l’espressione, da parte delle istituzioni del mondo del calcio e in generale dello sport, di una nuova direzione che si muove verso l’inclusione e non l’esclusione. Riportare i rumori e i colori di una volta all’interno degli impianti, vigilando sempre sulla sicurezza, rappresenta il primo passo per ritornare ai fasti di un tempo in cui le curve e i tifosi erano capaci di realizzare vere e proprie coreografie capolavoro, con stadi che rappresentavano dei veri e propri fortini anche grazie ai cori cantati per 90 minuti dai tifosi. La speranza è che il tifoso medio italiano sia pronta ad una simile rivoluzione, ovvero che abbia raggiunto la maturità necessaria per capire che il calcio è popolare, è spettacolo, è semplicemente sport!

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