Crisi Corea, Trump rilancia: “No al dialogo”. Kim:”Il lancio è stato solo il primo passo”

Washintgon, il presidente degli Stati Uniti alza nuovamente la tensione con la Corea del Nord. Direttamente dal suo profilo twitter, Donald Trump ha comunicato a Pyongyang la sua opinione riguardo eventuali negoziati a seguito della riunione del Consiglio Onu. Kim Jon-un intanto avverte: “Lancio verso il Giappone è stato solo il primo passo”.

Le parole di Donald Trump

Il missile balistico intercontinentale nord coreano lanciato ieri sui cieli del Giappone aveva dato l’avvio ad una serie di dure reazioni da parte della maggioranza delle diplomazie mondiali e aveva costretto Stati Uniti, Giappone e Sud Corea a richiedere una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

L’assemblea delle Nazioni Unite, riunita di urgenza, ha sì duramente condannato le azioni e i test missilistici intrapresi dalla Corea del Nord ma non ha applicato nuove sanzioni alla nazione governata dal giovane dittatore.

All’indomani di tale incontro, l’inquilino della Casa Bianca è tornato alla carica con una dichiarazione che non lascia spazio a dubbi sulle sue intenzioni future: “Gli Stati Uniti hanno dialogato con la Corea del Nord, e pagato loro denaro da estorsione per 25 anni. Il dialogo non è la risposta”.

Un avvertimento molto duro quello del Tycoon che sembra non aver gradito la posizione “attendista” dell’ONU e di paesi come la Cina e la Russia, che già ieri hanno chiesto a tutte le nazioni coinvolte nella crisi di fermare ogni azione che potrebbe far precipitare la crisi in aperto conflitto armato.

La Cina e le reazioni di Giappone e Corea del Sud

La reazione del presidente americano è arrivata nello stesso giorno in cui Pechino, tramite il proprio Ministro degli Esteri Wang Yi, ha dichiarato di sostenere “completamente e per intero” le risoluzioni delle Nazioni Unite contro Pyongyang e ha assicurato di voler lavorare fianco a fianco con l’assemblea per trovare la migliore soluzione per assicurare la pace della regione.

Nonostante le intenzioni cinesi proiettate ormai a fermare le provocazioni dello stato a nord del 38° parallelo, anche Seul e Tokyo hanno chiesto una più forte pressione nei confronti di Kim Jong-Un.

Il portavoce sudcoreano Park Soo-hyun, durante una conferenza stampa, ha affermato che i due leader “hanno valutato la stretta cooperazione bilaterale nell’affrontare la crisi e hanno concordato sulla necessità di aumentare la pressione sulla Corea del Nord a livello estremo per spingerla volontariamente a tornare al tavolo del dialogo”.

Kim Jong-Un verso un nuovo obiettivo

Questa mattina Kim Jong-Un ha rilasciato una nota ufficiale tramite i suoi media di stato in cui ha confermato la riuscita del test missilistico di ieri, al quale ha partecipato di persona coordinando le manovre.

Il giovane dittatore ha poi lanciato nuove minacce nei confronti di Washington affermando che il razzo balistico lanciato ieri è solo il “primo passo” delle operazioni militari nordcoreane nel Pacifico.

Inoltre il Leader Supremo ha rilanciato il progetto di “contenimento di Guam”, isola ritenuta la “base avanzata di invasione” degli Stati Uniti a largo delle coste coreane.

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