Colombia, arriva la svolta storica nella guerra tra i guerriglieri dell’ELN e il governo di Bogotà.

Bogotà, svolta nella guerra tra le forze governative colombiane e i guerriglieri dell’ELN. Dopo anni di lotta, il gruppo ribelle e la Colombia scendono a patti: ieri notte la firma di una tregua.

L’annuncio della pace

Dopo mesi di trattative, l’annuncio ufficiale: Juan Manuel Santos ha firmato il cessate il fuoco temporaneo con i capi dell’Esercito di Liberazione Nazionale.

L’intesa è stata annunciata dal capo di stato colombiano che ha specificato come esso sia “un accordo bilaterale” siglato “per dichiarare un cessate il fuoco e la fine delle ostilità con l’ELN.”

La pace tra le due forze in campo entrerà in vigore il prossimo 1 ottobre e durerà oltre 100 giorni, 102 per l’esattezza.

Il 12 gennaio 2018 le parti si rincontreranno e se il processo di pace dovesse andare per il meglio, ratificheranno un nuovo trattato definitivo.

Il Presidente Santos è riuscito con successo, per la seconda volta in pochi anni, a dialogare con le forze dei guerriglieri.

Inoltre, precisando che la priorità è quella di “proteggere i cittadini”, il numero uno dell’esecutivo di Bogotà ha assicurato che “cesseranno rapimenti, attacchi a oleodotti e altre ostilità contro i civili” da parte delle forze rivoluzionarie.

Il momento della stretta di mano.

Le condizioni negoziate e l’obiettivo della tregua

A un anno dall’inizio dei negoziati, l’ELN ha accettato di interrompere le ostilità in cambio della garanzia governativa del mantenimento dei diritti legali dei ribelli.

Lo storico accordo è il primo in assoluto ad essere firmato dal governo e dal gruppo di guerriglieri, dopo oltre 50 anni dall’inizio degli scontri.

Sempre secondo le parole di Santos, il patto “è il primo passo per andare avanti ad una pace definitiva con l’ELN” e persegue come obiettivo primario il miglioramento “della situazione umanitaria della popolazione “.

Il ruolo dell’Onu, della chiesa e l’arrivo di Papa Francesco

L’accordo sancisce che la tregua sarà supervisionata dagli inviati delle Nazioni Unite, già impegnati nel vigilare sulla pace con i guerriglieri delle FARC.

La Chiesa Cattolica sarà anch’essa in prima linea nella guardia al processo di pacificazione.

Il presidente stesso ha sottolineato come la prossima visita di Papa Francesco nel paese – si fermerà in Colombia dal 6 all’11 di settembre – arrivi “in un momento unico nella nostra storia,” e proprio mentre “si volta pagina in un conflitto assurdo”.

Il leader dell’ELN, Padro Beltràn, dopo aver confermato la sigla dell’accordo, ha commentato positivamente il concordato definendolo un “segno che possiamo cambiare”.

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