Palermo – Quando i nodi vengono al pettine!

Dopo il pareggio in casa contro l’Empoli, montano la rabbia e le polemiche fra i tifosi rosanero. Ovviamente primo nella classifica delle critiche il proprietario del Palermo, Maurizio Zamparini.

Ieri abbiamo avuto la conferma che il dissenso verso la società non era sparito ma bensì covava sotto traccia. Al primo risultato negativo (se un pareggio in casa contro l’Empoli si può definire “risultato negativo”) i tifosi non hanno risparmiato critiche verso alcuni giocatori, verso Tedino e verso la società, in particolare contro Zamparini. Alcune di queste critiche sono assolutamente fondate. La squadra non è completa in alcuni reparti e in altri vi è eccessiva abbondanza. Ieri sono usciti tutti i limiti della mediana rosanero, con Jajalo e Chochev che non riescono a cambiare ritmo nemmeno in Serie B. I due giocatori, per i quali Zamparini ha dichiarato di avere rifiutato 25 milioni di euro (video intervista reperibile su GoalSicilia), sono da sempre criticati dalla tifoseria e dalla gran parte della stampa, ma nonostante prestazioni negative continuano ad essere titolari inamovibili. Ma perchè tutta questa fiducia verso Jajalo e Chochev? In primo luogo perchè non vi sono reali alternative; il calciomercato difatti non ha portato il mediano che tutta la piazza sperava ed inoltre ci sono state le uscite di Bruno Enrique, Gazzi e Ruggiero a peggiorare la situazione. In secondo luogo i due giocatori dell’est sono uomini su cui Zamparini punta moltissimo e su cui il Palermo calcio ha investito molto. Ai limiti della mediana, si aggiungono i limiti del reparto arretrato. Ieri Alesaami ha sofferto per tutto il primo tempo il laterale dell’Empoli Untersee, dimostrando di avere ancora dei limiti in fase difensiva. Bellusci è apparso ancora appesantito dalla preparazione ed ha dimostrato la stessa precaria condizione fisica mostrata in quel di Brescia una settimana prima. A questo si aggiunge la situazione di Posavec, reo ieri di avere compartecipato a due dei tre gol toscani. I tifosi si sono scatenati con meme di ogni genere e post in cui non si elogiava di certo al portiere rosanero. La partita di ieri potrebbe cambiare le gerarchie in porta, anche alla luce dell’ottima prestazione di Pomini in quel di Brescia.

Se la squadra dimostra qualche limite, continua la silenziosa protesta del tifo organizzato. Ieri gli spalti del Barbera erano ancora una volta vuoti (6200 spettatori), con la Curva Nord 12 che continua a non entrare e con la CNI che ieri, per tutto il primo tempo, è rimasta fuori dal Renzo Barbera. Il silenzio nel primo tempo era assordante, un silenzio che fa sicuramente più rumore di tanti cori. Fra la campagna abbonamenti fallimentare e le limitate presenze allo stadio, è chiaro e lapalissiano che il problema tifosi a Palermo è un fatto ormai acclarato e che la principale ragione per cui i tifosi disertano il Barbera è il dissenso verso la società, in particolare verso Zamparini. Il presidente friulano tuttavia continua con un atteggiamento anacronistico e quasi sprezzante nei confronti dei tifosi, con dichiarazioni che sembrano essere rilasciate per fare notizia piuttosto che per darle. Zamparini può fare tutti i fili diretti che vuole ma fin quando non capirà che deve cambiare modo e modalità di rivolgersi ai tifosi, non si andrà da nessuna parte e la situazione non cambierà di certo. E se tale situazione non cambierà, ogni qual volta i risultati non daranno ragione ai ragazzi di Tedino, i nodi verranno sempre al pettine.

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