Ankara, Erdogan allontana e spaventa la NATO: in arrivo da Mosca un sistema missilistico da 2,5 miliardi di euro

Ankara, firmato un accordo tra Turchia e Russia per la vendita di ingenti quantitativi di razzi anti-aerei russi modello S-400. NATO e Stati Uniti storcono il muso per il colpo basso di Erdogan.

I termini dell’accordo

L’annuncio dell’intesa è arrivato direttamente dal Presidente turco, che di fronte ai giornalisti ha spiegato nei minimi particolari la trattativa con Mosca.

Essa prevede 2,5 miliardi di euro in cambio della vendita del sistema difensivo S-400, quello già schierato nella base aerea russa di Latakia, in Siria.

La nuova arma a disposizione di Ankara, secondo i suoi produttori, ha una portata di 400 chilometri e potrebbe sparare contemporaneamente su 80 obiettivi diversi.

Missili S-400

I rapporti con la Russia

L’accordo ha posto fine alla grave crisi, apertasi lo scorso novembre 2015, tra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan.

Dopo l’abbattimento di un jet russo nei cieli siriani da parte dell’aviazione turca, le due nazioni sembravano ad un passo dallo scontro militare: l’accordo di oggi sembra però averle notevolmente riavvicinate.

Uno dei consiglieri militari del presidente Putin, Vladimir Kozhin, si è detto contento della firma dell’accordo perché “strettamente compatibile” con gli interessi strategici di Mosca.

Clima teso con la NATO

Erdogan, nel suo lungo intervento, ha alzato un polverone riguardo gli alleati della NATO e le sue decisioni in materia di difesa.

Ha poi giustificato l’acquisto delle armi dalla Russia riconducendolo al prezzo, ritenuto troppo elevato, richiesto dai paesi NATO per la fornitura di droni.

Proprio per questo motivo, Ankara aveva sviluppato propri mezzi aerei e li aveva utilizzati negli ultimi mesi dalle forze turche per combattere i curdi dell’YPG e quelle dell’ISIS lungo il confine siriano.

Rivendicando poi la propria autonomia sulle misure di sicurezza prese per la difesa del paese, Erdogan ha sottolineato come la decisione sia pure nata dalla decisione unilaterale del patto Atlantico di spogliare il paese del sistema di difesa Patriot.

Va ricordato però che non è la prima volta che i turchi tentano di acquistare armi da rivenditori stranieri.

Quattro anni fa, infatti, il governo stava per firmare un accordo con i cinesi per un pacchetto di missili difensivi; in quella circostanza le pressioni dei paesi alleati avevano frenato ogni trattativa.

I rapporti difficili con gli USA

La decisione presa oggi da Erdogan riflette quella che è la situazione di crisi nei rapporti diplomatici con Washington.

I due paesi si trovano in disaccordo su vari temi: tra tutti, le polemiche riguardo la questione siriana e sulle modalità d’intervento in Medio Oriente.

Ulteriori motivi di attrito sono le riforme intraprese dal Sultano in politica interna e gli appoggi economico-militari di Washington alle forze curde dell’YPG, impegnate contro l’ISIS.

Il clima diplomatico tra USA e Turchia è notevolmente peggiorato per la mancata estradizione statunitense di Fethullah Gulen, colui che secondo Erdogan ha organizzato il colpo di stato del luglio ’16.

Proprio per questi motivi, l’accordo turco-russo ha già messo in allerta i funzionari statunitensi, visto il sempre più concreto pericolo che la nazione alle porte d’Europa stia considerando di abbandonare la NATO.

CONDIVIDI