Corea, Sanzioni Onu bocciate da Kim: “Scellerata provocazione”. Seul intanto si prepara alla guerra: aeronautica in azione e nuove forze speciali in arrivo

Pyongyang, a un giorno dalla decisione delle Nazioni Unite arriva la reazione della Nord Corea: il nuovo pacchetto di sanzioni bocciato dal Leader Supremo. Nel frattempo Seul mostra i muscoli con esercitazioni militari senza precedenti.

Le parole del Regime

Durante la nottata di lunedì era arrivato ufficialmente il via libera dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU a nuovi seri provvedimenti contro l’economia nordcoreana.

Voluti fortemente dagli USA all’indomani dell’ultimo test nucleare dello scorso tre di settembre, le nuove disposizioni prevedevano grossi limiti all’esportazione di petrolio e restrizioni gravose al settore tessile e dei gas naturali.

Oggi, tramite una nota dell’agenzia governativa KCNA, il Leader Supremo della Repubblica Popolare e Democratica ha aspramente criticato la risoluzione attuata contro il suo paese.

Le sanzioni sono state definite, senza mezzi termini, come il “prodotto di una scellerata provocazione” da parte di tutti gli stati coinvolti nella decisione.

Sempre secondo quanto affermato dall’organo di stampa, la risoluzione è stata fabbricata ad arte dagli Stati Uniti per colpire il “legittimo diritto all’autodifesa” della nazione.

E che Pyongyang reputi un fallimento l’ennesimo provvedimento nei suoi confronti, lo chiarisce il resto del testo: il giovane dittatore infatti ha chiarito come il nuovo attacco sia “un’occasione per verificare che la strada da noi scelta è assolutamente giusta” e che esso rafforzi “la determinazione a percorrerla a passo più sostenuto senza minime deviazioni fino alla fine della battaglia”.

Il comunicato del dittatore era già nell’aria sin da ieri: il diplomatico nordcoreano Han Tae Song presente 24 ore fa ad una conferenza sul disarmo a Ginevra, aveva infatti già affermato che “le sanzioni e la campagna di pressione del regime di Washington per cancellare completamente la sovranità della Repubblica popolare di Corea e il diritto alla sua esistenza sta raggiungendo un livello estremamente sconsiderato”.

La Sud Corea corre alle armi

Mentre la Corea del Nord sfida ancora gli Stati Uniti e l’ONU, Seul corre ai ripari e si prepara a rispondere efficacemente ad ogni possibile minaccia.

Dopo aver condotto una serie di esercitazioni congiunte con gli alleati americani durante la fine di agosto, la Sud Corea ieri ha mostrato i muscoli.

L’aereonautica dello stato a sud del 38° parallelo ha compiuto con successo una missione d’addestramento, durante la quale gli aerei sudcoreani hanno usato i nuovi missili Taurus; i razzi avanzati, dal peso di oltre 1400 kili e dal raggio d’azione di oltre 500 chilometri, hanno colpito alcuni obiettivi su un’isola lungo la costa occidentale del paese.

L’esercitazione sarebbe parte del piano di difesa “Kill Chain” che prevedrebbe lo stanziamento di oltre 170 Taurus lungo tutto il confine con il vicino stato canaglia.

Il piano è stato recentemente ampliato con l’acquisto di altri 90 missili dal paese produttore, la Germania.

L’aeronautica di Seul ha commentato le sue ultime azioni definendole come un atto “utile a dimostrare le capacità di risposta di fronte a eventuali provocazioni”.

Il ministro della Difesa, Song Young-moo, ha poi annunciato pubblicamente la creazione di una nuova unità delle forze speciali: essa avrà il compito, in caso di guerra, di decapitare i vertici del regime nordcoreano.

Composta da militari di élite e conosciuta con il nome di “Spartan 3000”, potrà essere dispiegata nel giro di 24 ore e sarà in grado di compiere raid notturni a bordo di elicotteri ed aerei.

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